Lo straordinario video che abbiamo visto in classe sullo sviluppo della vita di ognuno di noi.
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giovedì 15 dicembre 2016
Odissea della vita
Lo straordinario video che abbiamo visto in classe sullo sviluppo della vita di ognuno di noi.
mercoledì 21 settembre 2016
Equinozio d'autunno
La scuola è
iniziata, le giornate si accorciano e le temperature si abbassano, segni
evidenti che l’estate sta per passare il testimone all’autunno.
Qualcuno si
sarà anche accorto che il sole appare più basso, almeno nella metà
settentrionale del nostro pianeta.
È in arrivo
l'equinozio d'autunno: domani 22 settembre alle 15:21, che segna ufficialmente
l'arrivo dell'autunno nell'emisfero nord e l'inizio della primavera in quello
meridionale.
Gli equinozi
sono gli unici giorni in cui il sole sorge esattamente a est e tramonta
esattamente a ovest.
Un equinozio
è infatti l'allineamento geometrico tra il Sole e la Terra, nel quale la nostra
stella è posizionata esattamente sopra l'equatore terrestre. In questi giorni,
sia l'emisfero settentrionale che quello meridionale ricevono grosso modo la
stessa quantità di luce solare.
La parola
“equinozio” si riferisce alla ripartizione della giornata in 12 ore diurne e 12
notturne che accade ogni anno solo due volte, in occasione appunto degli
equinozi di primavera e d'autunno.
Questa divisione
del giorno in due è correlata al fenomeno delle stagioni sulla Terra. Il
pianeta ruota attorno al proprio asse con un angolo di 23,5 gradi rispetto al
piano orbitale; ciò significa che mentre la Terra compie la sua orbita di 365
giorni, i due emisferi sono via via più o meno inclinati rispetto ai raggi del
Sole.
Via via che
ci avvicineremo a dicembre, l'emisfero settentrionale sarà ancora più inclinato
rispetto al Sole e riceverà i suoi raggi secondo un angolo più acuto, creando
ombre più lunghe e condizioni atmosferiche più fredde. A fine dicembre arriverà
il solstizio d'inverno, in cui il Sole raggiungerà il suo punto più basso nel
cielo.
sabato 11 luglio 2015
La plastica e l'ambiente
L'altro giorno purtroppo si è verificato un evento molto grave e proprio nella nostra realtà: l'incendio alla Cosmari di Tolentino, che sembra ormai definitivamente spento. Il consorzio si occupa della raccolta dei rifiuti nella provincia di Macerata, rifiuti che vengono portati nel loro impianto di smaltimento e recupero. Ormai da qualche tempo siamo abituati a suddividerli per categorie: plastica e lattine nel sacchetto blu, la carta nel sacchetto di carta, il vetro e l'umido negli appositi cassonetti, nel sacchetto giallo il cosiddetto RSU cioè rifiuti solidi urbani, tutto ciò che non può essere recuperato.
La notte di giovedì è scoppiato un incendio all'interno di un deposito di multimateriale che contiene carta e plastica. Il problema riguarda la plastica che quando brucia sprigiona sostanze pericolose come le diossine e i metalli pesanti, inoltre la cenere che si forma in questi casi ricade poi sui terreni limitrofi, sulle case e rischia di infiltrarsi anche nelle falde acquifere generando problemi di salute pubblica.
La situazione ora sembra sotto controllo e la qualità dell'aria monitorata costantemente. Il problema è che siamo letteralmente circondati dalla plastica e l'uso che ne facciamo è di solito per un tempo molto breve. Gli oggetti "usa e getta" sono di questo materiale economico ma che al tempo stesso ha una durata di vita molto più lunga di quella di un uomo. Lo usiamo e gettiamo via velocemente ma una volta rilasciato nell'ambiente resiste immutato per tanto tempo è diviene molto dannoso per l'ambiente stesso, soprattutto quello marino dove prima o poi va a finire. E un prodotto non biodegradabile, cioè gli organismi decompositori non riescono a decomporlo e può anche entrare nella catena alimentare poiché alcuni animali se ne cibano scambiandolo per nutrimento.
Bruciarlo è la cosa peggiore, molto meglio riciclarlo e riutilizzarlo dato che è un materiale resistente e duraturo.
Vi propongo questo documentario dal titolo "Basta Buste", che spiega in modo simpatico il ciclo della plastica e dove questa va a finire se non viene correttamente raccolta e riciclata.
Questo film è del 2010 e riguarda la situazione nel Nord America, sperando che ad oggi la situazione sia migliorata.
La notte di giovedì è scoppiato un incendio all'interno di un deposito di multimateriale che contiene carta e plastica. Il problema riguarda la plastica che quando brucia sprigiona sostanze pericolose come le diossine e i metalli pesanti, inoltre la cenere che si forma in questi casi ricade poi sui terreni limitrofi, sulle case e rischia di infiltrarsi anche nelle falde acquifere generando problemi di salute pubblica.
La situazione ora sembra sotto controllo e la qualità dell'aria monitorata costantemente. Il problema è che siamo letteralmente circondati dalla plastica e l'uso che ne facciamo è di solito per un tempo molto breve. Gli oggetti "usa e getta" sono di questo materiale economico ma che al tempo stesso ha una durata di vita molto più lunga di quella di un uomo. Lo usiamo e gettiamo via velocemente ma una volta rilasciato nell'ambiente resiste immutato per tanto tempo è diviene molto dannoso per l'ambiente stesso, soprattutto quello marino dove prima o poi va a finire. E un prodotto non biodegradabile, cioè gli organismi decompositori non riescono a decomporlo e può anche entrare nella catena alimentare poiché alcuni animali se ne cibano scambiandolo per nutrimento.
Bruciarlo è la cosa peggiore, molto meglio riciclarlo e riutilizzarlo dato che è un materiale resistente e duraturo.
Questo film è del 2010 e riguarda la situazione nel Nord America, sperando che ad oggi la situazione sia migliorata.
martedì 9 giugno 2015
La Terra Vista dal Cielo - Cibo e Natura - 1ª parte
Bel documentario sull'impatto dell'attività dell'uomo sull'ambiente, proposto a scuola ha forse creato un pò di preoccupazione negli studenti, ma ragazzi queste sono cose che tutti devono sapere: la Terra è una e le risorse, anche se potrebbe non sembrare, sono limitate, quindi siamo tutti invitati a riflettere sulla necessità di limitare gli eccessi e evitare gli sprechi.
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